I falsari della storia d'Italia, e qui in particolare mi riferisco a quelli che fanno carico a Re Vittorio Emanuele III di accanimento persecutorio degli ebrei, hanno una smentita incontrovertibile in una dichiarazione di Galeazzo Ciano, allora ministro degli affari esteri e primo collaboratore di Mussolini, del quale era anche genero.
Ciano, nei famosi "Diari", alla data del 28 novembre 1938, annotò:
"Trovo il Duce indignato col Re. Per tre volte, durante il colloquio di stamane, il Re ha detto al Duce che prova una "infinita pietà per gli ebrei". Ha citato casi di persone perseguitate, e tra gli altri il generale Pugliese che, vecchio di ottant'anni e carico di medaglie e di ferite deve rimanere senza domestica (la normativa prescriveva tra l'altro il divieto di aiuto domestico da parte di "ariani", nella specie una domestica, anche con mansioni infermieristiche - Nota di FERT -).
Il Duce ha detto vi sono 20.000 persone con la schiena debole, che si commuovono per la sorte degli ebrei. Il Re ha detto che è tra quelli.
Poi il Re ha parlato anche contro la Germania, per la creazione della quarta divisione alpina.
Il Duce era molto violento nelle espressioni contro la Monarchia. Medita sempre più il cambiamento di sistema. Forse non è ancora il momento. Vi sarebbero reazioni..."
Queste righe, manoscritte dal Conte Ciano, hanno il crisma dell'autenticità. E che il diario sia un documento, una fonte memorialistica di primaria importanza per la ricostruzione e la comprensione della storia italiana nel periodo da esso abbracciato, è un dato di fatto acquisito e fuori discussione.
Non occorre aggiungere alcunché al commento. Chi vuole intendere, intenda.
Il 28 luglio 1904, alle 8 del mattino, il Re Vittorio Emanuele III volle presenziare alla inaugurazione del "Tempio" della comunità ebraica di Roma.
Il Sovrano vi sarebbe ritornato nel 1920 per lo scoprimento della lapide dedicata ai Caduti ebrei nella Guerra Vittoriosa 1915 - 1918.
Il Re ebbe accoglienze calorose e lo vediamo nella foto con il rabbino capo Angelo Sacerdoti.

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Il Re nella folla e, a sinistra, nell'incontro con il rabbino Angelo Sacerdoti. |
Da FERT, numero di maggio-giugno 2004.
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